Se si evidenzia una piccola fibrosi capsulare, non si deve necessariamente intervenire.
Asimmetria: se è minima meglio tenerla, altrimenti si può intervenire.
Capsula: si tratta di una reazione dell’organismo intorno alla protesi, in alcuni casi è spessa e può calcificare, in altri, morbida e soffice. Il problema di questa capsula è che non si conosce bene la causa, alcuni pazienti sviluppano facilmente fibrosi, altri presentano un seno morbido e altri ancora possono averlo duro da una parte e normale dall’altra. Purtroppo il medico non possiede i mezzi per prevenire questa complicanza. Di fronte ad una capsula di I/II grado a volte mediante delle manovre di pressione esterna é possibile rimuoverla. Quando si raggiunge il III/IV grado, si deve necessariamente rioperare. Ricordatevi che in un intervento di protesi al seno, non bisogna mai escludere un reintervento.
Ematoma gigante: è una complicanza rara ma possibile, si tratta di un piccolo vaso che si è aperto e il sangue si è accumulato tra la protesi e la parete toracica. Non è pericoloso in quanto l'emorragia é stoppata dalla compressione della protesi, tuttavia è prudente reintervenire.
Se subentra un’infezione, sappiate che in alcuni casi, con un reintervento tempestivo, si può salvare la protesi, altrimenti bisogna toglierla e attendere sei mesi o un anno, prima di rimetterla.
Asimmetria: Se i vostri seni non sono identici, sappiate che dopo l’intervento l’asimmetria sarà più evidente. Prima di operarvi é importante chiarire questo particolare, onde valutare a priori l’opportunità di inserire due protesi di volume differente. |