
La ghiandola mammaria nell'adulto subisce variazioni di peso e struttura, in base alla pelle e ai cambiamenti sessuali.
La chirurgia sia per ridurla
"mastoplastica riduttiva", che per sollevarla
"mastoplastica additiva", oppure entrambe, costituisce l’unico rimedio.
Quando una crescita importante avviene a 13-18 anni, si può sfruttare l’elasticità della pelle giovane e attuare una tecnica senza cicatrici.
Si può intervenire sia con una piccola incisione sul
solco sottomammario asportando 200-300 grammi di ghiandola per seno, sia con la
liposcultura se vi è una grossa componete grassosa.
In entrambi i casi, la ghiandola si riduce di 1/3. In altre condizioni, la riduzione avviene attraverso
l’areola con un’incisione circolare. La cicatrice attorno all’areola presenterà delle pieghe tipo pences che scompariranno dopo due o sei mesi. L'intervento classico lascia cicatrici a T invertite, a L o verticali.
Quando il seno appare, più cadente che grosso, il principio operatorio è quello di modellarlo e sollevarlo.
Nei casi in cui la ghiandola risulti insufficiente, bisogna inserire anche una protesi.