Seno Femminile

Informazioni generali:- Prima di sottoporvi ad un intervento al seno, assicuratevi che esso sia perfettamente integro. Controllatelo con la palpazione, meglio posizionandovi davanti allo specchio. Dopo i quaranta, oppure, quando richiesta dal vostro medico di fiducia, eseguite una mammografia.

Il seno possiede una triplice funzione: produce latte, ormoni ed è considerato una componente sessuale molto importante. Si sviluppa con la pubertà in modo più o meno   asimmetrico, mentre con l’età o dopo una gravidanza può diminuire di volume.

Dal punto di vista estetico la ghiandola mammaria puo’ andari incotro ad un sgrossamento e/o cedimento, oppure puo’ presentarsi piccola.In altri casi il problema puo’ interessare il complesso areola-capezzolo per assenza o loro deformazione

Seno piccolo aumentare

In breve: L’intervento per aumentare il seno permette di creare il volume e la forma desiderata, ma è doveroso informarvi che non è privo d’inconvenienti. La protesi genera una reazione da corpo estraneo nell’organismo. Anche se non si tratta di un vero rigetto, esiste pur sempre una reazione mammaria responsabile a volte di fibrosi capsulare e/o asimmetrie, mai tuttavia di cancro!
Le protesi in silicone hanno volumi e forme diverse (basso profilo, medio, alto e a goccia), la scelta è dettata dalle conformazioni anatomiche dei seni e del torace.
Le protesi possono essere inserite attraverso tre vie d’accesso principali. 
Ascellare: la cicatrice si nasconde nell’ascella. 
Areolare: la cicatrice sparisce in quanto si mimetizza col colore iperpigmentato dell’areola. Non è possibile utilizzare questa via quando il diametro dell’areola è troppo piccolo. 
Sottomammaria: attraverso il solco mammario, resta l’accesso più fisiologica e meno traumatico, ma poco richiesto. Ombelicale: trattasi di una via d’accesso impiegata solo in casi selezionati. La protesi puo’ inoltre essere inserita sotto la ghandola o sotto il muscolo. In questo ultimo caso si perde il 25% del volume reale, quindi per raggiungere quello concordato bisogna scegliere una protesi più grande.

Seno piccolo intervento e decorso

Intervento e decorso:- Masto additiva (l’ingrandimento avviene tramite l’inserimento di di protesi). Il giorno dell’intervento docciatevi con particolare riguardo al seno e alle ascelle, se siete affetti da raffreddore, infezioni in generale o foruncoli, questi potrebbero costituire una controindicazione temporanea all’intervento. Il rischio d’infezione dopo l’introduzione di una protesi non è da sottovalutare. L’intervento dura circa un’ora e alla fine dell’operazione il seno sara’ medicato e bendato. In alcuni casi. in basso e ai due lati usciranno due drenaggi raccordati a delle piccole boccette. Il dolore è ben sopportato e può essere sedato con un analgesico. La protesi messa sotto il muscolo, causa un dolore più intenso e una convalescenza più lunga. Il giorno dopo o quello successivo: i drenaggi si possono sfilare e il bendaggio è sostituito da un reggiseno. Sarete istruite come massaggiarvi il seno. Otto giorni dopo: i punti di sutura sono tolti. Venti giorni dopo: il gonfiore va progressivamente diminuendo, tuttavia la sensibilità del capezzolo non è ancora perfetta (quando si opera attraverso l’areola). Da questo momento in avanti la vostra vita di relazione sessuale diventa regolare. Sei mesi dopo, il gonfiore è quasi scomparso e il seno comincia ad assumere una forma naturale.

Seno ridurlo e sollevarlo intervento e decorso

La ghiandola mammaria nell’adulto subisce variazioni di peso e struttura, in base alla pelle e ai cambiamenti sessuali. Durante il primo mese di gravidanza s’instaura un aumento improvviso di volume che può proseguire anche dopo. La menopausa causa un’involuzione grassosa della ghiandola mammaria e a poco a poco, è rimpiazzata da grasso.

La chirurgia sia per ridurla “masto riduttiva“, sia per sollevarla “masto additiva“, oppure entrambe, costituisce l’unico rimedio. Quando una crescita importante avviene a 13-18 anni, si può sfruttare l’elasticità della pelle giovane e attuare una tecnica senza cicatrici. Si può intervenire sia con una piccola incisione sul solco sottomammario asportando 200-300 grammi di ghiandola per seno, sia con la liposcultura se vi è una grossa componete grassosa. In entrambi i casi, la ghiandola si riduce di 1/3. In altre condizioni, la riduzione avviene attraverso l’areola con un’incisione circolare. La cicatrice attorno all’areola presenterà delle pieghe tipo pences che scompariranno dopo due o sei mesi. L’intervento classico lascia cicatrici a T invertite, a L o verticali. Quando il seno appare, più cadente che grosso, il principio operatorio è quello di modellarlo e sollevarlo. Nei casi in cui la ghiandola risulti insufficiente, bisogna inserire anche una protesi.

Seno grosso/cadente, ridurre/sollevare

In breve:- La ghiandola mammaria nell’adulto subisce variazioni di peso e struttura, in base alla pelle e ai cambiamenti sessuali. Durante il primo mese di gravidanza s’instaura un aumento improvviso di volume che può proseguire anche dopo. La menopausa causa un’involuzione grassosa della ghiandola mammaria e a poco a poco, è rimpiazzata da grasso.

La chirurgia sia per ridurla “masto riduttiva“, sia per sollevarla “masto additiva“, oppure entrambe, costituisce l’unico rimedio. Quando una crescita importante avviene a 13-18 anni, si può sfruttare l’elasticità della pelle giovane e attuare una tecnica senza cicatrici. Si può intervenire sia con una piccola incisione sul solco sottomammario asportando 200-300 grammi di ghiandola per seno, sia con la liposcultura se vi è una grossa componete grassosa. In entrambi i casi, la ghiandola si riduce di 1/3. In altre condizioni, la riduzione avviene attraverso l’areola con un’incisione circolare. La cicatrice attorno all’areola presenterà delle pieghe tipo pences che scompariranno dopo due o sei mesi. L’intervento classico lascia cicatrici a T invertite, a L o verticali. Quando il seno appare, più cadente che grosso, il principio operatorio è quello di modellarlo e sollevarlo. Nei casi in cui la ghiandola risulti insufficiente, bisogna inserire anche una protesi.

Seno piccolo possibili complicanze e consigli pratici

Possibili complicanze:- :- Se si evidenzia una piccola fibrosi capsulare, non si deve necessariamente intervenire.Asimmetria: se è minima meglio tenerla, altrimenti si può intervenire. Capsula: si tratta di una reazione dell’organismo intorno alla protesi, in alcuni casi è spessa e può calcificare, in altri, morbida e soffice. Il problema di questa capsula è che non si conosce bene la causa, alcuni pazienti sviluppano facilmente fibrosi, altri presentano un seno morbido e altri ancora possono averlo duro da una parte e normale dall’altra. Purtroppo il medico non   possiede i mezzi per prevenire questa complicanza. Di fronte ad una capsula di I/II grado a volte mediante delle manovre di pressione esterna é possibile rimuoverla. Quando si raggiunge il III/IV grado, si deve necessariamente rioperare. Ricordatevi che in un intervento di protesi al seno, non bisogna mai escludere un reintervento. Ematoma gigante: è una complicanza rara ma possibile, si tratta di un piccolo vaso che si è aperto e il sangue si è accumulato tra la protesi e la parete toracica. Non è pericoloso in quanto l’emorragia é stoppata dalla compressione della protesi, tuttavia è prudente reintervenire. Se subentra un’infezione,sappiate che in alcuni casi, con un reintervento tempestivo, si può salvare la protesi, altrimenti bisogna toglierla e attendere sei mesi o un anno, prima di rimetterla. Asimmetria: Se i vostri seni non sono identici, sappiate che dopo l’intervento l’asimmetria sarà più evidente. Prima di operarvi é importante chiarire questo particolare, onde valutare a priori l’opportunità di inserire due protesi di volume differente.

Consigli pratici:- 

  • Presentarsi in clinica muniti di reggiseno con spalline larghe e regolabili.
  • Meglio operarsi almeno sette giorni prima o dopo il ciclo mestruale.
  • Protesi sotto la ghiandola: massaggiare seconde le indicazioni del medico.
  • Se messa sotto il muscolo, NON massaggiare.
  • Le protesi non vanno mai cambiate.
  • controllarle con la stessa attenzione con cui si esamina la ghiandola mammaria.
Seno ridurlo/sollevarlo possibili complicanze e consigli pratici

Possibili complicanze:- Asimmetria mammaria: è una complicanza frequente in questo tipo di chirurgia. Se l’asimmetria è evidente (e non microscopica, come alcune lamentano), a distanza di sei o sette mesi si può correggere.

Cicatrici allargate o irregolari: sono dovute ad una cattiva cicatrizzazione: correggibile con una semplice revisione.

Ptosi mammaria con risalita dell’areola: è causata da una cattiva qualità della pelle sottomammaria che si distende, dando l’impressione che il capezzolo salga e il seno scenda. In questi casi si elimina la pelle eccedente riponendo nello stesso tempo la ghiandola, nella sua giusta sede.

Insensibilità del capezzolo: dopo tre o sei mesi dall’intervento si riacquista, mentre in una piccolissima percentuale persiste.

Dolore residuo: può dipendere da una cicatrice che schiaccia un nervo.

Infezione postoperatoria: la temperatura è elevata con brividi, trattamento immediato con antibiotici ed eventuale drenaggio ed evacuazione del pus quando è presente.

Ematoma: può accadere che dopo l’operazione, a causa di una forte emozione o di uno sforzo eccessivo, uno dei vasi coagulati si apre formando un ematoma. Se il seno diventa teso e dolente, bisogna intervenire, evacuare l’ematoma, coagulare o legare il vaso e mettere un drenaggio.

Apertura della ferita: normalmente avviene dopo un’infezione o un ematoma, quindi bisogna come prima cosa trattare la causa.

Necrosi del capezzolo e/o areola: molto rara, tuttavia può verificarsi a causa di un ematoma, infezione o errore tecnico, per correggere questa complicanza bisogna ricostruire l’areola o il capezzolo.

E’ giusto che voi sappiate che anche se in rari casi a volte a distanza di qualche anno dall’intervento il seno può spontaneamente diminuire di volume.

Rischio di tumore al seno: non esiste.

Consigli pratici:-  

  • Evitare di sollevare pesi e fare movimenti bruschi con le braccia per i primi sette giorni.
  • Comportatevi normalmente e matenete il reggiseno.
  • Sottoporsi almeno ad un controllo e medicazione nei primi tre giorni.
  • I punti di sutura se non sono riassorbibili vanno tolti entro 12/15 giorni