Calvizie e trapianto di capelli: in breve

È ormai accertato che la maggior parte delle calvizie sono dovute ad un’anomalia del capello e della ghiandola sebacea agli stimoli ormonali maschili. Questa forma di calvizie è di tipo androgenico, predilige l’uomo ed è ereditaria.

Esiste inoltre una differenza genetica di comportamento del capello: quelli sul vertice del capo appaiono più sensibili e si perdono più facilmente, mentre quelli della nuca sono più resistenti.

L’unico rimedio alla calvizie è la chirurgia che offre risultati gradevoli e definitivi dato che i capelli trapiantati non cadono mai.

Intervento e decorso

Calvizie e rapinato di capelli, intervento e decorso.
Auto trapianto di bulbi: Consiste nel prelevare da 500 a 2000 bulbi dalla regione nucale per impiantarli nella zona calva. Il risultato è decisamente molto naturale. Il decorso post operatorio e generalmente semplice. Entro un paio di giorni si può lavare delicatamente la testa utilizzando uno shampoo per bambini ed asciugando con un phon a temperatura tiepida. La ripresa lavorativa è immediata avendo l’accortezza di  si evitare ambienti polverosi. Dopo circa un mese quasi 80% dei capelli trapiantati è destinato a cadere per poi ricrescere definitivamente. Il risultato finale si ha dopo circa sei mesi. Il numero delle sedute dipende dall’importanza della calvizie (di solito da una a sette) ed ogni seduta può essere effettuata non prima di sei mesi dalla precedente.

Autotrapianto a microisole: Simile all’autotrapianto bulbare ma con una resa estetica inferiore, la tecnica consiste nel prelevare microisole contenenti da due a tre bulbi.

Autotrapianto ad isole: In questo tipo di intervento si prelevano da 100 a 400 piccoli frammenti di cuoio capelluto (isole di tre o quattro millimetri di diametro) dalla regione nucale per trapiantarli nella zona calva. Entro un mese nell’ex zona calva spunteranno i nuovi capelli.  Dopo circa sei mesi, se necessario, l’intervento può essere ripetuto per un eventuale rinfoltimento. I capelli trapiantati in questo modo non sempre hanno l’aspetto naturale, potendo apparire a ciuffetti come quelli delle bambole. Attualmente, questa tecnica è impiegata quale trattamento complementare alle altre.

Escissione e sutura diretta: In ogni seduta di circa venti minuti si asporta un’area calva larga quattro centimetri, scollando lateralmente la pelle del cuoio capelluto e suturando i lembi residui. Gradualmente la zona calva si riduce fino a ricongiungere le aree con capelli. In base all’importanza della calvizie si possono prevedere da una a sette sedute a distanza di un mese l’una dall’altra.

Uso di estensori: Si usano dei fili elastici di silicone passanti sotto il cuoio capelluto e messi in tensione ai due lati dell’area calva. Sono fissati ad una barretta nascosta tra i capelli e a mano a mano che la pelle si avvicina si aumenta la tensione. Dopo circa un mese la pelle calva in eccesso è asportata, mentre quella con capelli viene avvicinata. Questo processo è assolutamente indolore e non influisce sulle attività quotidiane.

Uso di espansori: S’inseriscono due protesi in silicone al confine dell’area calva. Due o tre volte a settimana si gonfiano le protesi con soluzione fisiologica (dal medico o direttamente dal paziente) e dopo circa un mese si rimuovono le protesi insieme alla cute calva fino a suturare fra loro i lembi con capelli.

Impianto di capelli artificiali o naturali: I capelli sono impiantati uno per uno con un microiniettore, il risultato immediato è sorprendente e dopo un taglio a scelta ed uno shampoo, si è pronti a riprendere la vita quotidiana con un nuovo look.

Rotazione dei lembi : Tecnica utilizzata in passato soprattutto per ricoprire la calvizie frontale. Attualmente non è più adoperata sia per l’aspetto finale sia per le frequenti complicanze.

Possibili complicanze e consigli pratici

Edema frontale: è il segno più comune e sparisce in poco tempo.

Ematomi: sono facilmente rimediabili e senza rischi.

Disturbi della sensibilità: si avvertono soprattutto negli scollamenti o nel lifting occipitale e spariscono dopo poco tempo.

Alopecia cicatriziale: i capelli trapiantati sulla cicatrice possono cadere per cause diverse (tensione della cicatrice, coagulazione, infezione) ma, una volta stabilizzata la situazione, ci si può sottoporre ad un nuovo trapianto.

Rigetto: le difese immunitarie possono rifiutare l’impianto di capelli artificiali o comunque non propri con conseguente perdita annuale del 20 – 30% dei capelli trapiantati.

Cicatrice vistosa: a cicatrice risulta più larga del consueto ma, dopo alcuni mesi, si può rimediare con un autotrapianto di pochi capelli.

Infezioni e necrosi: gli espansori o estensori possono infettarsi e rendere necessaria una terapia antibiotica ed il trattamento locale.

In casi rari l’estremità dei lembi può andare incontro a necrosi e si deve procedere all’asportazione dell’area in necrosi fino a ricongiungere i lembi di cute vitale. Per piccole necrosi dei lembi, la riparazione è semplice, mentre, se la perdita è più importante, si deve ricorrere ad un lifting dello scalpo o ad intervento di plastica ricostruttiva.

Prima di recarsi in clinica è utile preparare per tempo un piccolo bagaglio.

Da non dimenticare:

Un cappello pulito, comodo ma non troppo largo;

Uno shampoo delicato per bambini;

La terapia prescritta in fase pre-operatoria dal medico.

Dopo l’intervento è prudente coprire la testa con il cappello, evitare luoghi polverosi ed indossare abiti aperti che non richiedano di infilare niente dalla testa.

Indipendentemente dal tipo di intervento scelto, è meglio non nuotare né prendere il sole per circa un mese.  

Gli interventi descritti non sono traumatici ma non segnare in agenda appuntamenti importanti per qualche giorno è una saggia precauzione ed anche una coccola.

Programmare il rientro a casa con un accompagnatore di fiducia senza mettersi alla guida.

Per saperne di più consulta le informazioni importanti prima di operarsi