Nei e Tumori Cutanei

La maggior parte dei tumori cutanei sono benigni e si asportano facilmente in ambulatoriale, con immediata ripresa lavorativa. E’ quindi inutile soffermarsi su questi, mentre e’ importante parlare del melanoma, cutaneo che è soltanto uno dei tanti tumori che colpiscono la pelle, ma è decisamente il più pericoloso. La superficie cutanea è spesso tappezzata da nei che di solito non presentano problemi seri per la salute ma è fondamentale differenziarli dal melanoma. A differenza di altri tumori cutanei, se non viene adeguatamente e tempestivamente trattato, questo tumore si rivela mortale in un’altissima percentuale di casi. È una malattia che colpisce prevalentemente gli adulti e le popolazioni di pelle chiara, ma occasionalmente può manifestarsi anche in bambini e adolescenti. Il melanoma si può anche localizzare sull’occhio.

Come riconoscere il melanoma

Melanoma superficiale: 2 o 3 cm di diametro, si presenta come una zona della cute di colore più scuro e all’inizio non è dolente.

Melanoma nodulare: si sviluppa più in profondità che in superficie ed è di norma di colore blu scuro. Senza addentrarci nei particolari, possiamo affermare che qualsiasi cambiamento di colore o forma in un neo o in una verruca, vanno considerati come segno di una possibile lesione maligna da sottoporre all’attenzione del medico.

La biopsia (prelievo del tessuto) seguita dall’esame istologico, é la sola che può escludere o confermare con certezza la presenza del melanoma in una lesione sospetta.

Il melanoma può localizzarsi in qualsiasi punto della pelle. Negli uomini predilige il torace, la schiena, il collo e la testa, nelle donne le braccia e le gambe. A uno stadio più avanzato della malattia possono formarsi altri melanomi cutanei vicini alla lesione primitiva, La lesione primitiva può dare luogo a metastasi sia regionali, cioè vicine, sia lontane. A questi due tipi di metastasi corrispondono due diverse vie di diffusione. La dispersione delle cellule tumorali lungo i canali linfatici e i linfonodi più vicini alla sede del tumore danno luogo alle metastasi regionali, mentre quelle in organi lontani sono dovute anche alla diffusione attraverso i vasi sanguigni.

Diagnosi del melanoma

Quando, esaminando la cute del paziente, il medico identifica una lesione cutanea sospetta, nel dubbio si deve sempre asportare la lesione e richiedere  l’esame istologico. Un tempo si riteneva che la biopsia potesse rappresentare un pericolo ai fini della diffusione delle cellule tumorali: questo timore si è rivelato infondato.

In nessun caso le lesioni sospette devono essere semplicemente asportate o peggio vaporizzate con il laser o trattate con la criochirurgia, manovre che renderebbero impossibile l’esame istologico.
La diagnosi precoce del melanoma è fondamentale, in quanto tanto prima il melanoma viene curato, tanto maggiori sono le probabilità di sopravvivenza e guarigione.
Le lesioni sospette hanno di solito una forma irregolare, con bordi frastagliati, dentellati o comunque confusi.
Il colore non è uniforme, si notano zone più chiare o più scure: marroni, nere, brune o anche bianche.
Deve inoltre insospettire qualsiasi cambiamento di dimensione.
Una particolare attenzione va posta a quelle zone della cute in cui le anomalie possono passare inosservate: per esempio il cuoio capelluto, o le unghie, dove è più difficile osservare e valutare cambiamenti di colore o forma delle macchie presenti. Qualsiasi segno d’anomalia deve consigliare il ricorso immediato al medico di famiglia. Procedure come la biopsia o l’escissione della lesione non devono spaventare: asportare un neo normale per eccesso di prudenza può al massimo essere una perdita di tempo, ma non ha conseguenze di sorta. Al contrario, operare tempestivamente un melanoma significa, nella stragrande maggioranza dei casi, guarire completamente dalla malattia.

Attualmente si distinguono quattro tipi principali di melanoma cutaneo:
Melanoma in situ o lentigo maligna: Appare sul volto o su altre parti esposte al sole in pazienti anziani. Non dà sintomi e il suo aspetto è quello di una macchia piatta larga dai 2 ai 6 cm. Il colore è bruno o marrone con chiazze più scure o più chiare del fondo. È confinato nell’epidermide, ma dopo un periodo variabile, circa un terzo dei melanomi in situ tende a infiltrare il derma.
Melanoma a diffusione superficiale:
 Rappresenta circa i due terzi di tutti i melanomi. Di norma non dà sintomi e inizialmente è molto più piccolo del melanoma in situ. Si localizza soprattutto sulle gambe, nelle donne e sul tronco, negli uomini. Di norma, appare come una placca con bordi sollevati e induriti e spesso, presenta punti rossi, bianchi e blu oppure piccoli noduli sporgenti di colore nero-bluastro.
Melanoma nodulare: 
Costituisce il 10-15 per cento di tutti i melanomi. Può presentarsi in qualsiasi parte del corpo e si manifesta sotto forma di papule scure o di placche il cui colore varia dal perla al grigio e al nero. A meno che non sia ulcerato, non dà sintomi e ha tendenza ad accrescersi rapidamente, più in profondità che in estensione.
Melanoma acrale lentigginoso:
 È poco comune. Le sue caratteristiche sono simili a quelle del melanoma in situ, ma si localizza sui palmi delle mani, dei piedi, o sotto la lingua. È la forma più comune di melanoma nelle popolazioni di pelle nera.

Fattori di rischio

I fattori che in un certo qual modo favoriscono la formazione del melanoma sono sia di tipo ambientale (l’occupazione svolta, l’esposizione al sole), sia individuale o famigliare (quindi con una base ereditaria). Il 5 -10 per cento dei casi di melanoma si presenta in un contesto famigliare, cioè in persone che hanno consanguinei a loro volta colpiti dalla malattia.

Le caratteristiche individuali che sembrano accompagnarsi più spesso al melanoma sono, oltre alla pelle chiara, i capelli rossi, la difficoltà ad abbronzarsi e la presenza sulla cute di nevi o lentiggini.
la presenza di un elevato numero di nevi normali può raddoppiare il rischio di melanoma che si moltiplica per quattro se la persona ha molti nei normali, ma di grandi dimensioni.

Molto più pesante, invece, è la presenza dei nevi displasici: ne basta uno per raddoppiare il rischio, mentre se sono 10 o più il rischio aumenta di 14 volte.

L’altro fattore di rischio, è quello ambientale: l’esposizione alla luce solare e più precisamente la loro componente ultravioletta (UVA e UVB).